Marco Carta e la figuraccia sul terremoto: “Ho scatenato un inferno virale”

domenica 30 ottobre 2016 by Marina

Dopo il disastro che ha messo in ginocchio l’Italia centrale il passato 24 agosto 2016, la terra è ritornata a tremare provocando paura e inquietudine tra i cittadini di tutto lo stivale. I social sono usciti pazzi e, tra i messaggi a tema, anche i vip hanno esternato i loro pensieri fra cui Marco Carta che ha fatto una figuraccia.

L’ex concorrente di Amici ha chiacchierato una frase in cui ha dichiarato la sua considerazione sui terremoti: “Terra mia è superfluo chiedertelo. Ma perché tremi? Se solo ti avessimo violentata di meno tu non ti ribelleresti così. Tu sei la nostra casa”.

I suoi termini non sono passati inosservati, tutt’altro. Gli utenti del web si sa, sono sempre vigilissimi e hanno preso di mira l’artista sardo rivestendolo di critiche più meno grosse ma non solo, c’è anche chi, per attenuare i toni, l’ha buttata sull’ironia ribattendo con messaggini di sfottò:

“Per ogni Marco Carta complottaro che dice “informati è un dato di fatto” uno scienziato del CERN ha un colpo apoplettico” ed ancora “Mi raccomando. Per un consulto sui terremoti ascoltate Marco Carta, sulla riforma costituzionale Povia. Sono loro gli esperti”.

Il cantautore però, non soddisfatto, ha seguitato ad alimentare la sua teoria: “Gli Appennini c’erano anche 20-40 e 50 anni fa. Ma i terremoti non avevano questa frequenza. Qualcuno vuole negare che ci sia dietro la mano dell’uomo?”.

La sua teoria non trova nessun paragone scientifico. Il cantante, finito nel forca mediatica, per mettere un punto alla polemica senza fine ha diffuso un post di scuse su Facebook:

“Ecco, ho scatenato un inferno virale. …A volte la rabbia per le cose che succedono e alle quali possiamo solo assistere impassibili ci fanno dire solo cose nel modo sbagliato. Chiedo scusa a tutti coloro che mi hanno giudicato irriverente o presuntuoso. Sono addolorato. Volevo solo dire che sono triste e mi sento impotente come tanti credo tra voi. Che sia una notte buona”.