Luigi Pelazza, inviato dalle “Le Iene” è stato bloccato a Marrakech per il momento non può rientra più in Italia

venerdì 30 settembre 2016 by Marina

Luigi Pelazza, uno degli inviati del programma televisivo delle Iene è stato rimandato in Italia dal Marocco. La polizia del Marrocco nel blitz di ieri pomeriggio a fatto scattate le manette per l’interprete locale e sono stati confiscati i file, le telecamere e tutto che è stato ripreso per l’inchiesta di Pelazza sulla prostituzione minorile in Marocco.

Da lunedì scorso la iena Pelazza si trovava a Marrakech con la troupe di Mediaset. “Abbiamo raccolto molto materiale su un grande giro di prostituzione minorile con ragazzi e ragazze di 13 e 14 anni pagati 300 o 400 euro per avere rapporti sessuali – ha riferito al Corriere della Sera – una rete che coinvolge non solo turisti occidentali ma anche turisti arabi e personaggi locali. Mercoledì intorno alle 14,00 ci trovavamo in un appartamento di Marrakech per raccogliere la testimonianza filmata di alcuni ragazzi.

All’uscita siamo stati bloccati da una decina di agenti”. Luigi Pelazza e l’operatore Mauro Pilai sono stati espulsi dal paese.

“Non abbiamo avuto la possibilità di parlare né di incontrare funzionari o interpreti dell’ambasciata italiana – ha rivelato la iena al Corriere della Sera – ci hanno accusato di aver filmato i minori senza consenso. L’obiettivo però era quello di sequestrare il materiale video e la nostra attrezzatura, e cosi hanno fatto”.

Nei vati video che sono stati  sequestrato a Pelazza avi sono molte testimonianze di ragazze che, grazie alle telecamere nascoste, era riuscito a documentare gli incontri a luci rosse.

“Il nostro interprete è stato arrestato e non sappiamo nulla di lui – ha detto l’inviato di Mediaset – in serata ci hanno restituito il telefonino, il resto del materiale è ancora sotto sequestro. Ci hanno chiesto di firmare documenti in francese ma ci siamo rifiutati in assenza di funzionari dell’ambasciata italiana.

Ora siamo qui bloccati in aeroporto, lo scalo è chiuso, non ci sono voli di notte e noi restiamo piantonati dagli agenti. Non sappiamo nulla del nostro futuro”.